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Strada a Peppino Impastato, caduto per mano di Cosa Nostra. Momento nel festival della Legalitą PDF Stampa E-mail
sabato 21 maggio 2022

 

Il 9 maggio 1978 la mafia uccideva a Cinisi, vicino Palermo, il 30enne Peppino Impastato, militante di Democrazia Proletaria, giornalista e conduttore radiofonico, fondatore di Radio Aut, libera ed autofinanziata, con cui denunciò i crimini e gli affari di Cosa Nostra. In occasione del 44esimo anniversario dell'omicidio l’Amministrazione comunale di Castrovillari, nell’articolato Festival della Legalità, che si sta celebrando tra incontri, momenti culturali e approfondimenti sino al 23 maggio, per ricordare quanti sono stati perseguitati da soprusi, violenze ed eliminati dalla mafia, ha intitolato a Impastato, oggi pomeriggio, una strada nell’area di espansione della città, nei pressi del liceo Scientifico, su viale delle Querce. “Un’occasione- è stato ricordato tra più rappresentanti della vita sociale e ragazzi - per coinvolgere le giovani generazioni, da cui ricominciare sempre, e consegnare il suo messaggio, che non è stato solo di impegno civile e di lotta politica, ma, soprattutto, educativo per loro che vogliono ancora cambiare il mondo.” Per questo motivo la quattro giorni, quotidianamente, ha incontrato nelle scuole tanti (quasi mille al giorno) ascoltando la voce di molti allievi e allieve di ogni età. Saranno loro, 'con la cultura e tenendo la schiena dritta', che costruiranno un futuro migliore. “Con questo – è stato spiegato – si è data l’opportunità di conoscere chi è stato Peppino Impastato, perché è stato soppresso, dove si era impegnato contro la mafia e per il cambiamento nonché cosa ha consegnato alla società, certo che il coinvolgimento, l'impegno civico, l’informazione con l'aggregazione, possono fare molto contro i poteri forti. E’ la sua Voce: di chi spera ancora e si impegna per la giustizia, la libertà, il riscatto della crescita diffusa, convinto che la civilizzazione non è per niente scontata e non nasce da un automatismo che una volta avviato si riproduce da solo. Si tratta- ha detto a margine del momento il Sindaco, Domenico Lo Polito- del prezzo altissimo di chi ha pagato, con la vita, onorando con coerenza ciò per cui credeva, divenendo testimone di verità attraverso scelte, parole e comportamenti. Testimone- ha aggiunto il primo cittadino- per aver esposto dei fatti, scomodi alla mafia, dando voce al pluralismo vitale della società, senza il quale saremmo tutti più poveri e meno liberi (come ricordato nelle parole di un bambino presente ed invitato a esprimere un pensiero). Esempio, quindi, di libertà nel rendere effettivo ed efficace questo diritto, di come suscita e rende cosciente una cittadinanza, consapevole, attiva, capace di confrontarsi, far riflettere e fare tanto attraverso il servizio d’informare. La libertà di stampa, insieme alla libertà di essere informati, è il termometro della salute democratica di un Paese- sottolineava qualche settimana fa il Presidente della Repubblica- e “di una crescita che si desidera – ha rilanciato Lo Polito. Ce lo insegnano in questi giorni i drammatici avvenimenti anche della guerra in Ucraina, e compito della comunità ai vari livelli è rendere effettivi questi diritti di giustizia e vero sviluppo.

 
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