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Per la pace ed accoglienza diffusa. L'amministrazione in sinergia PDF Stampa E-mail
martedì 08 marzo 2022

 

L’esodo di un popolo per sfuggire alle conseguenze dell’invasione e la capacità, alla prova, di una solidarietà, anche, locale tra programmazioni di accoglienza diffusa in cui le persone possano fissare dei volti, facendo esperienza della propria inconfondibile identità e forza nell’essere attenti e vigili a testimonianza delle urgenze contemporanee. Fattore richiamato in questi giorni pure da momenti pubblici offerti da scuole e cittadini in quell’unica voce che si sta elevando da ogni parte del Paese e dell’Europa che ieri ha visto nella nostra città una grande partecipazione di giovani per gridare “Pace”. Da qui, tra l’altro, l’importanza di luoghi ospitali come necessitano i profughi provenienti dall’Ucraina in fuga dalla Guerra su cui la città di Castrovillari, come altre, si sta preparando. Lo ricorda il Sindaco, Domenico Lo Polito circa “il desiderio diffuso della pace che necessita di una responsabilità condivisa per costruire esperienze quotidiane che assicurino educazione, lavoro, bene, giustizia, diritti umani, bisogni legittimi a ogni popolo, e percepiti più forti per le cause e possibili effetti, a breve e lungo termine, sprigionati pure da questa dissennata invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo.” Come cittadini, il nostro sguardo e attenzione - aggiunge- non possono che essere tutti rivolti agli uomini, donne, bambini, anziani, persone malate e non autosufficienti, che si vedono, improvvisamente, minacciati dall’angoscia dei bombardamenti, e dalla preoccupazione e paura per la mancanza di cibo e generi di prima necessità, nonché della perdita di persone care, e che sono costrette a scappare dalle proprie case, abbandonando tutto. Mai dobbiamo dimenticarlo: sono volti, nomi e storie minacciate. Per questo non si può pensare di rimanere a guardare gli eventi aspettando che passino. E non solo perché questa volta il conflitto si spinge nel cuore dell’Europa, ma perché subiremo per molto tempo gli esiti di questa tragica vicenda bellica. Tanti nostri contemporanei cadono sotto i colpi delle prove della vita, e si trovano soli e abbandonati. Non a caso sentiamo molto vere in questo momento-richiama- le parole di papa Francesco nella lettera enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale dal titolo “Fratelli Tutti” con cui ci ricorda che: “Ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato.” Ed ancora:” La guerra è un fallimento della politica e dell’umanità, una resa vergognosa, una sconfitta… . Non fermiamoci su discussioni teoriche, prendiamo contatto con le ferite, tocchiamo la carne di chi subisce i danni. (…) Consideriamo la verità di queste vittime della violenza, guardiamo la realtà coi loro occhi e ascoltiamo i loro racconti…. Così potremo riconoscere l’abisso del male nel cuore della guerra e non ci turberà il fatto che ci trattino come ingenui perché abbiamo scelto la pace”. “A noi, adesso- conclude Lo Polito-, la capacità e libertà di rispondere ad una solidarietà che non ammette tentennamenti in una sfida umana da raccogliere senza ma o però.”

 
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