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Intitolazione piazza . Ad Anna Casillo PDF Stampa E-mail
martedì 08 marzo 2022

 

Per dire “no” alla violenza di genere e sulle donne, nella Giornata internazionale dei loro diritti ed interpretando il desiderio espresso da tanti di ricordare la 21enne castrovillarese Anna Casillo, detta Nina, succube di femminicidio e di morte violenta per mano di un uomo che l’avrebbe uccisa, in circostanze non chiare, con un colpo di fucile, il 19 dicembre del 1942 in località Montedoro di Foggiano nei pressi di Taranto, l’Amministrazione comunale questo pomeriggio Le ha intitolato la piazza a fianco la sede municipale -ex tribunale-, su via xx Settembre. Presente, per la Diocesi di Cassano allo Jonio, il Vescovo, mons. Vincenzo Savino che, insieme con il Sindaco, Domenico Lo Polito, ha richiamato il particolare significato dell’istante per manifestare contro il fallimento della ragione e la violenza nei confronti delle Donne, per non dimenticare mai e fare della dignità di ogni donna – ha aggiunto il primo cittadino-, come di ogni persona, e dei più fragili, un caposaldo imprescindibile da difendere e per cui adoperarsi sempre con rinnovata coscienza civile. Fattori ribaditi, tra l’altro, da più angolazioni, con un unico Cuore, nei contributi poetici di Pietro Loscialpo ed Adriana Il Grande (parenti della Casillo) nonché dal già assessore provinciale Donatella Laudadio, salda su ciò che riscatta umanamente, nei confronti della nostra storia, questo fare memoria, condiviso dalla partecipazione di tanti tra amministratori, cittadini ed il Comitato che ne ha promosso il ricordo. La giovanissima, come raccontano le cronache e le indagini di allora, e riportano gli atti di un processo rapido verso l’imputato interessato da un verdetto di omicidio colposo (ossia dovuto a incidente involontario), sarebbe perita di morte accidentale, mentre il sospetto dell’inconsueta tragedia con le sue inspiegabili modalità, mai veramente appurate, risiede, secondo alcune ricostruzioni del tempo, nel tentativo, non riuscito, di violenza sessuale, smentito dalla versione ufficiale della sommaria verità processuale tra versioni contrastanti sul decesso e l’impossibilità della famiglia, per comunicazioni tardive e confuse, di costituirsi parte civile. Per questo la Ricorrenza dell’otto marzo, nella quale si celebrano le conquiste sociali delle donne e, allo stesso tempo, si ricordano le difficoltà storiche incontrate nel corso dei secoli, come le discriminazioni e le violenze, rilancia, proprio nella memoria di Nina, quasi sorprendendo, un assunto sempre attuale: alcune donne sono destinate a cambiare il mondo, mentre altre sono destinate a tenerlo unito. Oggi la cerimonia ha onorato tutto ciò, testimoniando l’importanza umana e sociale di queste coralità diffuse. Per tale motivo la giornata internazionale, riconosciuta in tutto il mondo, interroga e provoca continuamente la politica e le istituzioni ad ogni livello, come gli organismi e ciascuno in particolare, rammentando che sarà, veramente, la festa della donna quando non ci saranno più donne uccise, picchiate, sfigurate, perseguitate, molestate, da qualcuno che dice di amarle…”. Per Papa Francesco, per altro, il giudizio su questo dolore profondo e diffuso e grande è chiaro: “..bisogna darsi da fare tutti per promuovere le madri e proteggere le donne di fronte a tanta violenza ”. E la vicenda di Nina, oggi a Castrovillari, per ognuno è anche l’occasione per chiedersi, soprattutto e nonostante tutto, se c’è Qualcosa o Qualcuno che permetta di vivere e sperare anche quando tutto intorno crolla, sorprendendo in quel desiderio di rinascita di ciascuno che esiste ed è possibile.

 
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