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Distretti del Cibo.Il Gal Pollino per ciò che afferma i fattori identitari ed unitari eccellenti PDF Stampa E-mail
mercoledì 16 giugno 2021
....come le produzioni tipiche calabro-lucane hanno sempre testimoniato con le capacità di donne e uomini.

 

I prodotti alimentari sono sempre più fattori identitari dei Territori che aiutano la crescita e la conoscenza quanto lo sviluppo delle comunità locali, ma anche il reale sostegno per l’intrapresa di ognuno. Ne è più che convito il Gal Pollino che ha presentato un’idea legata alla promozione di questi la quale vuole unire maggiormente Calabria e Basilicata- da sempre espressione di “laboratori” del genere-, ed i luoghi limitrofi, come li annoda il Parco Nazionale del Pollino, battezzati e ridefiniti per essere presentati adeguatamente come Distretti del Cibo al fine di connotare maggiormente la loro vocazione secolare di attrattori turistici e portavoce della ormai riconosciuta dieta mediterranea, identificatore di alimenti e prodotti d’eccellenza. A sostenerlo in più modi, con diverse chiavi di lettura dai loro “osservatori” ed esperienze l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, i direttori del GAL Cittadella del Sapere (partner dell’iniziativa nel versante lucano) e del Pollino (in quello calabro), rispettivamente Gaetano Mitidieri e Francesco Arcidiacono, oltre ai presidenti del Parco e del Gal Pollino, Domenico Pappaterra e Domenico Lo Polito (Sindaco di Castrovillari), nonché la CIA Calabria Nord con il presidente Luca Pignataro e la Coldiretti con Giuseppe Gigliotti; tutti per far intendere che il Bando nazionale del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali a cui ci si sta preparando per partecipare entro il 29 luglio , con i soggetti interessati e coinvolti nel più grande Parco d’Italia, ha necessità di ogni impulso e partecipazione possibile per rendere l’azione di partenariato efficace per la redazione dell’apposito piano necessario ad identificare i Distretti. Un’occasione, tra l’altro, per rilanciare patrimoni inestimabili, di qualità, espressione di capacità, storia e dedicazioni ma anche, e soprattutto, di amore verso ciò che fa ancora la differenza in materia enogastronomica, sempre più sinonimo di Appartenenza e Tradizione. Un’opportunità che ha bisogno di tutti per affermare ciò che possono le aree rurali e l’agricoltura in quella progettualità sempre più decisiva basata sull’economia verde: fondamentale per la salute, la salubrità e sostenibilità del vero sviluppo del comprensorio, oggetto del lavoro e dello sguardo comuni. Da qui la sfida a più voci, e all’unisono, lanciata lunedì sera del 14 giugno dalla sala consiliare del palazzo di città di Castrovillari dove è avvenuta la presentazione- con le partecipazioni in sala anche di imprenditori e rappresentanti di organismi di categoria- e l’approfondimento sull’essenza che offrono le Zone in questione riprese da questi distretti e dall’idea di renderli, con i loro caratteri naturalistici, attraverso quelle politiche e programmazioni sempre più mirate al potenziamento delle interessanti aree che possediamo e ci hanno tramandato i nostri padri insieme a quello che li vivificano nelle connotazioni senza tempo e che bisogna, sempre più,  riappropriarsi con dignità. Un Lavoro e profusione d' impegno che aiuta a cambiare perché a servizio di un’attenzione alla totalità dei fattori in gioco e di un rispetto nel trattarli. Non a caso anche la qualità serve alla ripresa.

 

 
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