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Direttore responsabile: G. Brunetti

Le specie di Tartufo nel Pollino e non solo. Un convegno il 30 pomeriggio per rilanciare un ecotipo PDF Stampa E-mail
giovedì 28 giugno 2018
...valore aggiunto per la crescita e promozione dei Territori.

 

Gli ecotipi dei Territori e, quindi, pure del Parco del Pollino, sono al centro dell’Expo 2018 che si svolge sino al primo luglio a Castrovillari, nel Villaggio Scolastico, con una collaborazione del Comune in partnership con altri soggetti, a partire dall’Ente Spazio Fiera, locomotiva dell’evento. E proprio su questa scia che l’Amministrazione comunale sabato 30 giugno, a partire dalle ore 18,30 nell’aula magna del Villaggio Scolastico, dedicherà- a fianco di altri soggetti- un approfondimento, che verrà concluso dal consigliere regionale con delega all’agricoltura, Mauro D’Acri, all’ormai famoso tartufo e le specie che si celano tra le nostre montagne, elementi calamitanti per tanti. A parlare di questa biodiversità da valorizzare, dopo le relazioni di Luigi Gallo del centro di Divulgazione Agricola dell’ARSAC- Azienda Regionale per Lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese- e Andrea Rubini dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR di Perugia, una serie di personalità che, serviranno contributi dopo i saluti del Sindaco, Domenico Lo Polito che modererà l’appuntamento, e dell’ingegnere Stefano Aiello Commissario dell’ARSAC. Ad alternarsi il presidente dell’Ente e della Comunità del Parco del Pollino, rispettivamente Domenico Pappaterra e Renato Iannibelli, oltre l’imprenditore agroalimentare Enrico Pirro, i presidenti delle Associazioni “Tartufi e Tartufai del Pollino e delle Serre” e “Il Tartufo e la sua cultura” rispettivamente Mario Galima e Salvatore Argentano, nonché il segretario Slow Food Pollino-Sibaritide-Arberia, Cesare Anselmi, con i presidenti della Coldiretti e CIA regionale, rispettivamente Antonio Genovese e Nicodemo Podella. Un’azione sinergica, interessante quanto importante e fondamentale per dare forza propulsiva a tali “miniere naturali” ultrasecolari, tramandate dal Tempo e custodite pure dall’opera inconsapevole di quella civiltà contadina che ci ha fatto ereditare tanto nell’interesse delle nostre comunità e delle stesse economie locali per la crescita inclusiva dell’esistente: vero accompagnamento allo sviluppo vocazionale e sostenibile dei territori. Questa la sfida che sottende il momento intenzionato a favorire la tutela di tale bene oltre che la conoscenza delle diverse forme che ci offre la terra, occasioni ancora di coinvolgimento senza perdere di vista l’attenzione all’integralità dell’uomo, che non è lui solo.

 
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